Fondazione di Piacenza e Vigevano Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano

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Antiquarium

Santa Margherita e la memoria esposta

Il complesso di Santa Margherita è, a Piacenza, l'unico caso di conservazione e valorizzazione di tracce stratfcate della bimillenaria storia urbana. Così un angolo del centro storico rivela il sovrapporsi di episodi costrutvi paradigmatci dei mutamenti intervenuti in città nel corso dei secoli.

Il recupero, iniziato con la trasformazione della chiesa barocca in auditorium sede di manifestazioni e di eventi scanditi da un ftssimo calendario, si è recentemente concluso con l'inaugurazione dell'antquarium che ripercorre le vicende del luogo dal primo insediamento ad oggi atraverso l'esposizione di reperti selezionati e pannelli esplicatvi in un allestmento di grande suggestone.

Il restauro e gli scavi

L'immobile comprendente la chiesa, la sotostante cripta e i locali su via S. Eufemia 12, un tempo adibito a convento, si era avviato ad un lento degrado con la chiusura al culto e la defnitiva sconsacrazione nel 1859. Venduto dagli Ospizi Civili ad Antonio Luraschi nel 1885, all'inizio del secolo scorso era utlizzato come deposito di legname. Pochi anni dopo la volumetria della chiesa venne stravolta dalla costruzione di un solaio di legno, reto da archi e piloni in muratura, che la divise in due piani. Nel 1943 Angela Ast Zucca acquistò il fabbricato: una rivendita all'ingrosso di generi alimentari ne occupò il piano terra, mentre la cripta, svuotata del riempimento di terra ed ossa e collegata con un montacarichi, fu adibita a magazzino. Dopo anni di abbandono, nel 1974 il complesso passò alla Cassa di Risparmio di Piacenza. Il successivo restauro, afdato allo studio Benzi e Galluppi, lo restituì alla fruizione pubblica nella nuova funzione di auditorium, inaugurato nel 1984 e nel 1991 ceduto alla Fondazione di Piacenza e Vigevano. I primi interventi risalgono alla fne del 1976: si rifece il tetto, si demolirono le superfetazioni novecentesche, furono individuati il livello pavimentale barocco e il limite esterno del corpo absidale.

Tra il 1977 e il 1982 sotto la direzione di Angelo Calvani e Mirella Marini Calvani furono condotti saggi di scavo volti a comprendere l'evoluzione architettonica del complesso. I risultati dell'indagine stratigrafica, sottoposti di recente a revisione, hanno permesso la ricostruzione di un signifcativo spaccato di storia urbana dal II secolo a.C. all'avanzato XVIII secolo.

Per maggiori informazione clicca qui per scaricare il pdf.


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