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Eventi Auditorium Piacenza

In questa sezione del sito è possibile consultare tutti gli eventi promossi e organizzati dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.



Responsabile Eventi in Fondazione

Dott.ssa Tiziana Libé
Telefono: 0523.311116
Fax: 0523.311190

E-mail: presidenza@lafondazione.com


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8 Febbraio 2018

3 eventi presenti

ore 17:30 - Auditorium della Fondazione

Presentazione dell'opera a cura di Stefano Pronti

PIACENZA DALL’ALTO

Presentazione dell'opera a cura di Stefano Pronti

Interverranno
Leonardo Bragalini (Edizioni Tip.Le.Co.)
Stefano Pronti, Marcello Spigaroli, Anna Stevani (Autori)
Basilio e Matteo Rodella (BAMSphoto)


Per la prima volta un libro fotografico, in cui si vede Piacenza dall’alto, sconosciuta, in definizioni ben oltre quelle di Google Maps: l’originario impianto romano rimasto intatto con gli ampliamenti avvenuti dall’anno Mille in poi per crescita economica e demografica, per produttività con venti mulini attorno a Piazza Borgo, per il commercio e le banche. È una specie di antropologia della città antica per immagini fino alla struttura urbanistica attuale allargatasi nei terreni agricoli circostanti. È anche un repertorio utilissimo sul piano didattico per trasmettere ai giovani, che spesso non conoscono il centro storico e la sua formazione bimillenaria: il castrum romano del 218 a.C., l’ampliamento medioevale (S. Antonino, Duomo, Palazzo Gotico), le mura cinquecentesche, le chiese con i 42 monasteri e i 50 grandi palazzi, la recente enorme espansione fuori mura. Le strade, gli isolati, il verde interno, le aree militari già conventuali: questa è la Piacenza sconosciuta.

Edizioni TIP.LE.CO.
Il volume sarà reso disponibile scontato nel prezzo di copertina

Approfondisci | Stampa evento | Programma in .pdf |

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ore 10-12.30 / 15-18 - Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni

Mostra documentaria, 08 Febbraio - 02 Marzo 2018

#HereIstand | Lutero, la Riforma protestante e le sue conseguenze

Mostra documentaria, 08 Febbraio - 02 Marzo 2018

Lunedì - Venerdì ore 10-12.30 / 15-18


IN FONDAZIONE UNO SPETTACOLO TEATRALE E UNA MOSTRA
ALLA SCOPERTA DI MARTIN LUTERO E DELLA RIFORMA

PIACENZA - Far conoscere Martin Lutero, la sua persona, la sua teologia ed il contesto storico nel quale la Riforma protestante ha avuto inizio 500 anni fa. È l’obiettivo della mostra documentaria #HereIstand, che la Fondazione di Piacenza e Vigevano promuove e ospita a Palazzo Rota Pisaroni a partire dall’8 febbraio, con il Ministero degli Esteri della Germania e il Centro Italo Tedesco di Piacenza.
All’iniziativa, già proposta in maniera itinerante in varie sedi in Italia e all’estero, si collega un inedito spettacolo teatrale realizzato dall’attore e regista piacentino Leonardo Lidi che andrà in scena in Auditorium lo stesso giorno di apertura della mostra, in due distinte rappresentazioni di cui una mattutina per le scuole e una serale per il pubblico.

LA MOSTRA DOCUMENTARIA. Il percorso espositivo di #HereIstand illustra l’epoca della Riforma declinandola in vari e distinti capitoli e rappresenta un tentativo di liberare il personaggio di Lutero dalle narrazioni epiche nazionali, restituendogli le sue ambivalenze. Nello Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni prende forma un itinerario nella vita e nel pensiero di Lutero per scoprire il vero volto della Riforma e il suo contributo alla costruzione del mondo moderno.
Le 95 tesi di Martin Lutero sono considerate il punto di partenza della Riforma protestante. Per lungo tempo si è dato per assunto che egli abbia affisso le tesi al portale della chiesa del castello di Wittenberg, il 31 ottobre 1517, sebbene non vi siano testimoni oculari dell’evento (solo alcuni decenni più tardi Filippo Melantone menziona l’episodio). Per secoli tuttavia, il “Giorno dell’Affissione delle Tesi” di Lutero (Giorno della Riforma) è stato un giorno importante di commemorazione tra i protestanti. Oggi chiamiamo il processo storico messo in moto da questi eventi la Riforma protestante.
La mostra illustra questa epoca in sette capitoli.
L’ORIGINE di Martin Lutero è rappresentata dall’AMBIENTE DI VITA tardomedievale. È in questo contesto che ha INIZIO la Riforma. Lutero elaborò una teologia che poggiava esclusivamente sulla Bibbia, e avanzò critiche radicali alla Chiesa cattolica, mettendo così in discussione i fondamenti dell’ordine sociale medievale. Attraverso il nuovo mezzo di comunicazione della carta stampata il riformatore acquisì rapidamente notorietà. Dopo alcuni SUCCESSI iniziali, come la traduzione della Bibbia in tedesco, la scissione della Chiesa di Occidente portò ad una CRISI della società. Conflitti religiosi e politici sfociarono nell’odio e nella violenza. Al contempo, la Riforma trasformò l’ordine sociale. Uno SGUARDO DIVERSO rende evidenti dei cambiamenti nel rapporto tra i sessi dimenticati da tempo. La Riforma luterana lascia in EREDITÀ ai posteri un protestantesimo plurale.
L’anno 1517 e Martin Lutero sono dei classici della memoria storica. Ogni generazione trova nuove forme di commemorazione degli eventi del passato. La Riforma protestante cambiò il rapporto tra l’uomo e Dio. La fede nell’unica via verso la redenzione attraverso l’istituzione ecclesiastica si incrinò. Il rapporto con la divinità divenne una questione privata. Nei 500 anni che seguirono, sorsero numerose comunità protestanti, tutte dedite alla ricerca dell’autentico Verbo di Dio.
La Riforma trasformò l’Europa. Molte istituzioni cambiarono, cessarono di esistere, e divennero nuove istituzioni. Vennero tracciati nuovi confini, nacquero chiese nazionali, e le tensioni religiose portarono a conflitti devastanti. Quella della Riforma è anche una storia traumatica, in cui persone di fede diversa vennero emarginate, perseguitate ed uccise. Da questa esperienza si è tratta la lezione che la politica non può essere guidata esclusivamente dalla religione.

LO SPETTACOLO TEATRALE. Parallelamente all’apertura della mostra, l’8 febbraio andrà in scena nell’Auditorium della Fondazione lo spettacolo teatrale 95. Studio su Lutero dell’attore e regista piacentino Leonardo Lidi, con protagonisti gli attori Isacco Venturini e Matilde Vigna. Due le rappresentazioni: una al mattino per le scuole, e una alle 21 (ingresso libero) per tutti.
«Quando la Fondazione mi ha chiesto di lavorare su questa parentesi storica fondamentale - spiega lo stesso Lidi - mi sono trovato di fronte ad un materiale teatrale molto ricco. Ho iniziato analizzando le lettere scritte personalmente da Lutero e mi sono accorto ben presto che tutto ciò che sapevo e avevo studiato sui libri di scuola era un minuscolo aspetto dinnanzi alla complessa grandezza del materiale a disposizione. Perché se è vero che la storia moderna del nostro occidente, equilibri tra le nazioni compresi, si basa su questi decenni decisivi è indubbio che sarebbe limitante racchiudere questo “gigante artistico” all’interno dei movimenti della riforma. Un artista, appunto. Un rivoluzionario dell’arte. Da teatrante ho sentito che il mio compito era soffermarmi su questo argomento. L’esigenza è stata fin da subito abbandonare la didattica e tutto ciò che non mi appartiene: sappiamo che quando il teatro sale in cattedra per “spiegare”, la strada diventa immediatamente ripida e inutilmente sconnessa. Ma leggendo le sue produzioni, nelle lettere indirizzate al Papa o nel rapporto con gli intellettuali del tempo, l’umano esce dalla penna con immediatezza e io lettore mi ritrovo investito da una quantità di sincerità difficile da veicolare. La sincerità sprigiona diversi stati d’animo, non sempre positivi. La sincerità nella scrittura può materializzarsi in esternazioni sudicie, come Dostoevskij fra tutti ci ha insegnato. Quindi il genio e la modernità, ma anche il timore e l’amore per la tradizione, il rapporto con i genitori e con la comunità, il rapporto inevitabile con Dio e la sua chiesa. “Non amavo quel Dio giusto e vendicatore, anzi lo odiavo e se non lo bestemmiavo in segreto, certo mi indignavo e mormoravo violentemente contro di lui.” Tutti questi passaggi mi hanno portato a pensare che “95 – studio su Martin Lutero” altro non poteva essere che un dialogo interiore. Avevo bisogno di dividere in due corde lo strumento e suonarlo in alternanza per dare spessore ai folgoranti pensieri e agli incontri di pugilato che vivono nel cervello di ogni artista. Per fare questo mi sono affidato a due attori con cui ho condiviso gran parte del mio ultimo tempo, Matilde Vigna e Isacco Venturini diplomati come me al Teatro Stabile di Torino, due artisti con cui ho avuto la fortuna di condividere il premio Ubu nel 2016 per Santa Estasi di Antonio Latella e che fanno parte dello staff di “Spettri” con cui aprirò la prossima Biennale di Venezia. Un uomo e una donna, una parte più esaltata e una più esaltante. Una sicurezza contro un’incertezza. Due filosofie differenti costrette alla convivenza, due parti contraddistinte, due parti di Lutero. Per dare voce e corpo a quella febbre che ha cambiato la vita di ognuno di noi, la febbre della creazione.
Grazie alla Fondazione, a Milena Tibaldi e al Centro Culturale Italo-Tedesco per l’opportunità e a Paola Pedrazzini per l’amicizia».
Leonardo Lidi è un attore e regista classe 1988 nato a Piacenza e diplomato al Teatro Stabile di Torino. Come attore ha la possibilità di confrontarsi fin da subito con nomi importanti del panorama italiano: Andrea De Rosa lo fa debuttare nel ruolo di Socrate nel Simposio diretto da ERT, è Amleto e Bottom nelle regie shakesperiane di Valter Malosti, girerà l’Italia e l’Europa con Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, Maurizio Panici, il georgiano Levan Tzuladze e il russo Kostantin Bogomolov. La consacrazione arriva con il ruolo di Agamennone nel pluripremiato “Santa Estasi” di Antonio Latella (Premio Ubu miglior spettacolo e migliori attori under35). Parallelamente sviluppa un percorso artistico importante dedicandosi alla regia e confrontandosi costantemente con il territorio piacentino e con il Teatro Stabile di Torino che affida a Leonardo due regie: “Peter Pan – il sogno di Wendy” e “Qualcuno che tace – il teatro di Natalia Ginzburg”. Nell’estate 2017 vince Biennale College concorso dedicato ai giovani registi under30 italiani con uno studio su “Spettri” di Henrik Ibsen che aprirà la prossima Biennale di Venezia Teatro.



#HEREISTAND
Lutero, la Riforma protestante e le sue conseguenze


Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni
Via S. Eufemia 13, Piacenza

08 Febbraio - 2 Marzo 2018
Lunedì - Venerdì ore 10-12.30/15-18



95. STUDIO SU MARTIN LUTERO

Uno spettacolo di LEONARDO LIDI
con Isacco Venturini e Matilde Vigna

Auditorium della Fondazione
Via S. Eufemia 12, Piacenza

Giovedì 8 Febbraio
ore 10 per le scuole
ore 21 per il pubblico

Approfondisci | Stampa evento | Programma in .pdf |

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ore 10:00 per le scuole | ore 21:00 - Auditorium della Fondazione

Uno spettacolo di LEONARDO LIDI

95. STUDIO SU MARTIN LUTERO

Uno spettacolo di LEONARDO LIDI

con Isacco Venturini e Matilde Vigna

evento collaterale alla mostra
#HEREISTAND. Lutero, la Riforma protestante e le sue conseguenze
Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni 08 Febbraio - 02 Marzo 2018
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Parallelamente all’apertura della mostra, l’8 febbraio andrà in scena nell’Auditorium della Fondazione lo spettacolo teatrale 95. Studio su Lutero dell’attore e regista piacentino Leonardo Lidi, con protagonisti gli attori Isacco Venturini e Matilde Vigna. Due le rappresentazioni: una al mattino per le scuole, e una alle 21 (ingresso libero) per tutti.
«Quando la Fondazione mi ha chiesto di lavorare su questa parentesi storica fondamentale - spiega lo stesso Lidi - mi sono trovato di fronte ad un materiale teatrale molto ricco. Ho iniziato analizzando le lettere scritte personalmente da Lutero e mi sono accorto ben presto che tutto ciò che sapevo e avevo studiato sui libri di scuola era un minuscolo aspetto dinnanzi alla complessa grandezza del materiale a disposizione. Perché se è vero che la storia moderna del nostro occidente, equilibri tra le nazioni compresi, si basa su questi decenni decisivi è indubbio che sarebbe limitante racchiudere questo “gigante artistico” all’interno dei movimenti della riforma. Un artista, appunto. Un rivoluzionario dell’arte. Da teatrante ho sentito che il mio compito era soffermarmi su questo argomento. L’esigenza è stata fin da subito abbandonare la didattica e tutto ciò che non mi appartiene: sappiamo che quando il teatro sale in cattedra per “spiegare”, la strada diventa immediatamente ripida e inutilmente sconnessa. Ma leggendo le sue produzioni, nelle lettere indirizzate al Papa o nel rapporto con gli intellettuali del tempo, l’umano esce dalla penna con immediatezza e io lettore mi ritrovo investito da una quantità di sincerità difficile da veicolare. La sincerità sprigiona diversi stati d’animo, non sempre positivi. La sincerità nella scrittura può materializzarsi in esternazioni sudicie, come Dostoevskij fra tutti ci ha insegnato. Quindi il genio e la modernità, ma anche il timore e l’amore per la tradizione, il rapporto con i genitori e con la comunità, il rapporto inevitabile con Dio e la sua chiesa. “Non amavo quel Dio giusto e vendicatore, anzi lo odiavo e se non lo bestemmiavo in segreto, certo mi indignavo e mormoravo violentemente contro di lui.” Tutti questi passaggi mi hanno portato a pensare che “95 – studio su Martin Lutero” altro non poteva essere che un dialogo interiore. Avevo bisogno di dividere in due corde lo strumento e suonarlo in alternanza per dare spessore ai folgoranti pensieri e agli incontri di pugilato che vivono nel cervello di ogni artista. Per fare questo mi sono affidato a due attori con cui ho condiviso gran parte del mio ultimo tempo, Matilde Vigna e Isacco Venturini diplomati come me al Teatro Stabile di Torino, due artisti con cui ho avuto la fortuna di condividere il premio Ubu nel 2016 per Santa Estasi di Antonio Latella e che fanno parte dello staff di “Spettri” con cui aprirò la prossima Biennale di Venezia. Un uomo e una donna, una parte più esaltata e una più esaltante. Una sicurezza contro un’incertezza. Due filosofie differenti costrette alla convivenza, due parti contraddistinte, due parti di Lutero. Per dare voce e corpo a quella febbre che ha cambiato la vita di ognuno di noi, la febbre della creazione.
Grazie alla Fondazione, a Milena Tibaldi e al Centro Culturale Italo-Tedesco per l’opportunità e a Paola Pedrazzini per l’amicizia».
Leonardo Lidi è un attore e regista classe 1988 nato a Piacenza e diplomato al Teatro Stabile di Torino. Come attore ha la possibilità di confrontarsi fin da subito con nomi importanti del panorama italiano: Andrea De Rosa lo fa debuttare nel ruolo di Socrate nel Simposio diretto da ERT, è Amleto e Bottom nelle regie shakesperiane di Valter Malosti, girerà l’Italia e l’Europa con Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, Maurizio Panici, il georgiano Levan Tzuladze e il russo Kostantin Bogomolov. La consacrazione arriva con il ruolo di Agamennone nel pluripremiato “Santa Estasi” di Antonio Latella (Premio Ubu miglior spettacolo e migliori attori under35). Parallelamente sviluppa un percorso artistico importante dedicandosi alla regia e confrontandosi costantemente con il territorio piacentino e con il Teatro Stabile di Torino che affida a Leonardo due regie: “Peter Pan – il sogno di Wendy” e “Qualcuno che tace – il teatro di Natalia Ginzburg”. Nell’estate 2017 vince Biennale College concorso dedicato ai giovani registi under30 italiani con uno studio su “Spettri” di Henrik Ibsen che aprirà la prossima Biennale di Venezia Teatro.

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