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Martedì 28 Novembre 2017 - ore 18:00 - Salone d’onore di Palazzo Rota Pisaroni

L’arte al servizio della Riforma: Lucas Cranach pittore e ritrattista di Lutero

Che cosa rimane di Martin Lutero? La riforma luterana 500 anni dopo

L’arte al servizio della Riforma: Lucas Cranach pittore e ritrattista di LuteroIncontro con
Federica Gennari

Cranach ebbe più occasioni di ritrarre Lutero e la moglie Caterina Bore, in piccole tavole che diffondevano le effigi del protagonista della Riforma. I più antichi sono i due tondi dipinti a Basilea nel 1525, seguiti da altri ritratti del 1526 e del 1528 in collezioni tedesche. Si tratta di opere simili per posa e formato, ma la presa dal vero è testimoniata dal leggero invecchiamento dei protagonisti, fedelmente riportato. Il doppio ritratto degli Uffizi si trova nelle raccolte medicee almeno dal 1666.


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Concerti e convegni sul tema organizzati dalla Fondazione dal 29 ottobre al 15 dicembre

Che cosa rimane di Martin Lutero?
La riforma luterana 500 anni dopo


Che cosa rimane di Martin Lutero? Il teologo tedesco, padre della celebre riforma di 500 anni or sono, è al centro di una serie di iniziative organizzate dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano in concomitanza con la data - secondo la tradizione il 31 ottobre 1517 - nella quale egli affisse le sue 95 tesi al portale del Duomo di Wittenberg.

GLI EVENTI. Quattro gli appuntamenti. Si comincia domenica 29 ottobre, alle 17.30 nel Salone d’onore di Palazzo Rota Pisaroni, con il concerto E quando David prendeva la cetra lo spirito maligno si ritraeva, musiche d’arpa nella Germania Luterana che vedrà protagoniste le musiciste Mara Galassi e Flora Papadopoulos. De La riforma secondo Lutero parlerà il 10 novembre all’Auditorium della Fondazione, alle 21, Miguel Gotor, senatore e docente all’Università di Torino. Ancora a Palazzo Rota Pisaroni, il 28 novembre alle 18, interverrà la storica dell’arte Federica Gennari, che parlerà sul tema L’arte al servizio della Riforma: Cranach pittore e ritrattista di Lutero. Quarto e conclusivo appuntamento il 15 dicembre, alle 18 ancora a Palazzo Rota Pisaroni, con la musicologa Cristina Scuderi e l’incontro Bach e la musica della Riforma.

LA RIFORMA LUTERANA. Nell’immaginario popolare lo sconosciuto monaco agostiniano si sarebbe recato sul sagrato del Duomo di Wittenberg, martello alla mano, e avrebbe esposto le sue tesi decretando così la distruzione della chiesa romana. Le cose non andarono esattamente così. Era prassi discutere pubblicamente le proprie idee, e quale luogo più adatto se non il sagrato di una chiesa in un’epoca in cui, a causa del susseguirsi di pestilenze cresceva una religiosità carica di angosce e di attese? Certo è che la Chiesa romana necessitava di una riforma. Attraverso le 95 Tesi Lutero non stava più riformando la chiesa, ma compiva una rivoluzione nel modo di intendere il cristianesimo. Le idee di Lutero, grazie ai nuovi strumenti di comunicazione, 2 si diffusero rapidamente e ottennero un vasto consenso anche perché trovarono un contesto socio-politico estremamente favorevole. La Riforma Luterana trasformò l’assetto geo-politico della Germania e, conseguentemente, dell’Europa e del mondo intero. Oggi diremmo che si trattò di un fenomeno globale. La riforma fece sentire i propri influssi in campo sociale, in campo culturale, economico, politico e religioso. Si affermò l’idea che per facilitare l’accesso alle sacre scritture era necessario saper leggere e scrivere e nei centri urbani nacquero scuole per ragazzi e ragazze senza alcuna discriminazione. Grazie alla traduzione della Bibbia Lutero gettò le basi per un’unica lingua scritta per il popolo tedesco. Seguendo la Bibbia i riformatori, in primis Martin Lutero, trasformano radicalmente il ruolo della donna nella società: l’uomo e la donna hanno lo stesso valore. Da un punto di vista meramente religioso la riforma ebbe il merito di provocare una (lenta) riflessione all’interno della Chiesa romana e di spingere a una riforma cattolica che culminò con il Concilio di Trento convocato nel 1530 da Paolo III Farnese e le cui conseguenze furono la riforma degli ordini religiosi, la creazione di nuovi ordini e… il ripristino della Santa Inquisizione. Lutero è senza dubbio il prodotto di correnti di pensiero a lui precedenti, di intellettuali e studiosi che non ebbero a disposizione quel grande mezzo di comunicazione che fu la stampa e per i quali il momento politico favorevole non era ancora giunto. La riforma non fu la cesura con il medioevo ma ne fu la logica continuazione. Il medioevo non fu un periodo “buio”: molte delle idee che oggi definiamo moderne hanno origine proprio in quel periodo, la riforma non è il superamento del pensiero medievale bensì il suo sviluppo. Il termine “periodo della riforma” è fuorviante: non è a indicare semplicemente il periodo in cui si sviluppò la riforma esso si riferisce anche al Rinascimento. Contemporanei di Lutero furono riformatori quali Huldrych Zwingli e Johannes Calvin , artisti come Leonardo da Vinci o lo storico e politico Niccolò Machiavelli. Ancora oggi si discute invece sulla figura di Lutero sul quale gli scritti contro gli ebrei, alla repressione nel sangue dei contadini che si ribellarono ai principi nel nome di una rivendicazione di libertà non solo religiosa ma politica, fino alle guerre di religione, gettano oscure ombre.
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