Fondazione di Piacenza e Vigevano
  Come Richiedere un Contributo
spazio
  News
spazio
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
  Febbraio 2018
L M M G V S D
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28        

<< mese corrente >>
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Newsletter
spazio

invia
 
Home Page     Eventi Auditorium Piacenza    

 

Giovedì 8 Febbraio 2018 - ore 10:00 per le scuole | ore 21:00 - Auditorium della Fondazione

95. STUDIO SU MARTIN LUTERO

Uno spettacolo di LEONARDO LIDI

95. STUDIO SU MARTIN LUTEROcon Isacco Venturini e Matilde Vigna

evento collaterale alla mostra
#HEREISTAND. Lutero, la Riforma protestante e le sue conseguenze
Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni 08 Febbraio - 02 Marzo 2018
-----------------------


Parallelamente all’apertura della mostra, l’8 febbraio andrà in scena nell’Auditorium della Fondazione lo spettacolo teatrale 95. Studio su Lutero dell’attore e regista piacentino Leonardo Lidi, con protagonisti gli attori Isacco Venturini e Matilde Vigna. Due le rappresentazioni: una al mattino per le scuole, e una alle 21 (ingresso libero) per tutti.
«Quando la Fondazione mi ha chiesto di lavorare su questa parentesi storica fondamentale - spiega lo stesso Lidi - mi sono trovato di fronte ad un materiale teatrale molto ricco. Ho iniziato analizzando le lettere scritte personalmente da Lutero e mi sono accorto ben presto che tutto ciò che sapevo e avevo studiato sui libri di scuola era un minuscolo aspetto dinnanzi alla complessa grandezza del materiale a disposizione. Perché se è vero che la storia moderna del nostro occidente, equilibri tra le nazioni compresi, si basa su questi decenni decisivi è indubbio che sarebbe limitante racchiudere questo “gigante artistico” all’interno dei movimenti della riforma. Un artista, appunto. Un rivoluzionario dell’arte. Da teatrante ho sentito che il mio compito era soffermarmi su questo argomento. L’esigenza è stata fin da subito abbandonare la didattica e tutto ciò che non mi appartiene: sappiamo che quando il teatro sale in cattedra per “spiegare”, la strada diventa immediatamente ripida e inutilmente sconnessa. Ma leggendo le sue produzioni, nelle lettere indirizzate al Papa o nel rapporto con gli intellettuali del tempo, l’umano esce dalla penna con immediatezza e io lettore mi ritrovo investito da una quantità di sincerità difficile da veicolare. La sincerità sprigiona diversi stati d’animo, non sempre positivi. La sincerità nella scrittura può materializzarsi in esternazioni sudicie, come Dostoevskij fra tutti ci ha insegnato. Quindi il genio e la modernità, ma anche il timore e l’amore per la tradizione, il rapporto con i genitori e con la comunità, il rapporto inevitabile con Dio e la sua chiesa. “Non amavo quel Dio giusto e vendicatore, anzi lo odiavo e se non lo bestemmiavo in segreto, certo mi indignavo e mormoravo violentemente contro di lui.” Tutti questi passaggi mi hanno portato a pensare che “95 – studio su Martin Lutero” altro non poteva essere che un dialogo interiore. Avevo bisogno di dividere in due corde lo strumento e suonarlo in alternanza per dare spessore ai folgoranti pensieri e agli incontri di pugilato che vivono nel cervello di ogni artista. Per fare questo mi sono affidato a due attori con cui ho condiviso gran parte del mio ultimo tempo, Matilde Vigna e Isacco Venturini diplomati come me al Teatro Stabile di Torino, due artisti con cui ho avuto la fortuna di condividere il premio Ubu nel 2016 per Santa Estasi di Antonio Latella e che fanno parte dello staff di “Spettri” con cui aprirò la prossima Biennale di Venezia. Un uomo e una donna, una parte più esaltata e una più esaltante. Una sicurezza contro un’incertezza. Due filosofie differenti costrette alla convivenza, due parti contraddistinte, due parti di Lutero. Per dare voce e corpo a quella febbre che ha cambiato la vita di ognuno di noi, la febbre della creazione.
Grazie alla Fondazione, a Milena Tibaldi e al Centro Culturale Italo-Tedesco per l’opportunità e a Paola Pedrazzini per l’amicizia».
Leonardo Lidi è un attore e regista classe 1988 nato a Piacenza e diplomato al Teatro Stabile di Torino. Come attore ha la possibilità di confrontarsi fin da subito con nomi importanti del panorama italiano: Andrea De Rosa lo fa debuttare nel ruolo di Socrate nel Simposio diretto da ERT, è Amleto e Bottom nelle regie shakesperiane di Valter Malosti, girerà l’Italia e l’Europa con Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, Maurizio Panici, il georgiano Levan Tzuladze e il russo Kostantin Bogomolov. La consacrazione arriva con il ruolo di Agamennone nel pluripremiato “Santa Estasi” di Antonio Latella (Premio Ubu miglior spettacolo e migliori attori under35). Parallelamente sviluppa un percorso artistico importante dedicandosi alla regia e confrontandosi costantemente con il territorio piacentino e con il Teatro Stabile di Torino che affida a Leonardo due regie: “Peter Pan – il sogno di Wendy” e “Qualcuno che tace – il teatro di Natalia Ginzburg”. Nell’estate 2017 vince Biennale College concorso dedicato ai giovani registi under30 italiani con uno studio su “Spettri” di Henrik Ibsen che aprirà la prossima Biennale di Venezia Teatro.

Torna all'elenco | Versione Stampabile | Programma in .pdf |

spazio spazio spazio
spazio spazio spazio