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22/2/2017 - I risultati dei primi sette mesi di attività - Fondazione di Piacenza e Vigevano

Cure palliative

Cure palliative

I bisogni complessi dei pazienti in fase avanzata di malattia o nel fine vita

Cure palliative: da quando si il malato può essere seguito anche a casa, i pazienti presi in carico non hanno praticamente più dovuto ricorrere all’ospedale. È questo uno dei più importanti traguardi raggiunti nei primi sette mesi di sperimentazione del nuovo percorso domiciliare attivato a luglio dall’Ausl di Piacenza grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in stretta collaborazione con l’Ordine provinciale dei Medici di Piacenza.
“Il nostro target di riferimento – spiega la dottoressa Raffaella Bertè, direttore delle Rete di Cure palliative dell’Ausl di Piacenza – sono i pazienti dimessi dalla Casa di Iris di Piacenza e dall’hospice di Borgonovo”. A questi si aggiungono le persone per le quali è stata richiesta una consulenza di cure palliative.
Complessivamente, sono stati presi in carico una settantina di pazienti.


I BISOGNI COMPLESSI DEI PAZIENTI IN FASE AVANZATA DI MALATTIA O NEL FINE VITA
“I pazienti affetti da malattie croniche in fase avanzata, oncologiche e non – sottolinea la dottoressa Bertè - non necessitano di interventi diagnostici ad alta tecnologia, ma richiedono un’assistenza (medica, infermieristica, psicologica e sociale) o interventi riabilitativi volti al mantenimento di una qualità di vita accettabile. Si tratta di persone fragili, soprattutto anziani, con malattie progressive, irreversibili, a prognosi infausta e con bisogni complessi: presentano una forte compromissione di tutte le dimensioni della qualità della vita (dolore e altri sintomi, sofferenza psicologica e relazionale, perdita dell’autonomia funzionale, specificità di bisogni spirituali e, seppure in maniera diversa, una compromissione della qualità di vita dei propri familiari)”. Si tratta, in particolare, di pazienti con patologie progressive neoplastiche e non, malattie del sistema cardio-vascolare, dell’apparato respiratorio o del sistema nervoso (SLA, sclerosi multipla, demenza).


LE CURE PALLIATIVE DOMICILIARI
“Un servizio a domicilio mancava, sul nostro territorio. Da luglio abbiamo invece creato l’opportunità di portare a casa della persona un’équipe multidisciplinare appositamente formata”.
L’attività è sempre stata svolta in collaborazione con il medico di famiglia, per condividere e monitorare il piano di assistenza individualizzato. Dell’équipe fanno parte un medico palliativista, un infermiere e uno psicologo. “Estendiamo gli interventi al di là della sfera tecnico sanitaria: la vastità dei problemi connessi a queste situazioni ha riflessi sull’intera famiglia. Nella fase finale della malattia la sofferenza ha più dimensioni: non solo quella fisica, ma anche emozionale, psicologica, sociale, e ognuna di queste richiede risposte precise e delicate”.
“Settanta persone in sette mesi possono forse sembrare, nella logica dei numeri, poche. Ma occorre pensare ai bisogni e alle condizioni di questa fascia debole, cui il progetto fornisce le risposte corrette. La casa è il contenitore naturale della vita di una persona, offre maggiori comodità, la vicinanza dei familiari, consente di mantenere i propri ritmi, le proprie abitudini, il contatto con le proprie cose e con le persone ritenute importanti”.
La rivoluzione positiva delle cure palliative è questa: al centro del percorso di cura c’è il nucleo paziente famiglia, che manifesta una serie complessa e variabile di bisogni che possono essere soddisfatti da una rete assistenziale che fa capo a hospice, ospedale, ambulatorio e domicilio. È équipe multiprofessionale che si prenda cura dei bisogni espressi e inespressi della persona e dei suoi cari, cercando di mantenere o migliorare la loro dignità e qualità di vita.


I RISULTATI DEI PRIMI SETTE MESI DI ATTIVITÀ
In sette mesi sono stati presi in carico 32 pazienti dimessi dalla Casa di Iris di Piacenza e dall’hospice di Borgonovo e 39 persone per le quali è stata richiesta una consulenza di cure palliative.
Le visite effettuate a domicilio sono state circa 120. La permanenza a casa è stata garantita per quanto possibile: la maggior parte delle persone è poi stata ricoverata nuovamente in hospice, mentre per alcuni si è riusciti ad assicurare un fine vita tra le mura della propria abitazione. “Il dato importante – fa notare la dottoressa Bertè – è che gli accessi in ospedale sono stati limitati a un paio di episodi per eventi acuti non prevedibili. Questo ci fa capire che siamo sulla strada giusta: una persona in fase avanzata della malattia o in fine vita ha bisogno soprattutto di un’assistenza che mantenga accettabile la sua qualità di vita.


LA SINERGIA CON I MEDICI DI FAMIGLIA
In questo percorso, i medici di famiglia giocano un ruolo strategico: essi sono gli unici professionisti che hanno come mandato quello di curare a domicilio in modo continuativo i malati con patologie cronico degenerative. Sono quindi in grado di identificare e raccogliere i bisogni di cure palliative nel momento in cui si manifestano.
Per questo l’equipe di Cure palliative ha già attivato due percorsi formativi. Sabato è in programma inoltre un evento di aggiornamento professionale, finalizzato a dare evidenza di questi mesi di lavoro condiviso tra MMGe UCPD al fine di coinvolgere tutta la rete dei medici di famiglia del territorio.


PIACENZA CAPOFILA IN REGIONE
“L’efficacia dell’attività svolta dalla nostra equipe di Cure palliative – sottolinea il direttore generale Luca Baldino – è riconosciuta a livello generale: la dottoressa Bertè e il suo staff stanno coordinando un gruppo di lavoro emiliano romagnolo che a maggio dovrà presentare linee guida sui criteri di accesso ai percorsi che diventeranno un riferimento per tutti i professionisti che operano nel settore”.
“Lo scorso anno, firmando qui in Fondazione il protocollo che avviava il progetto, ci eravamo ripromessi di tirarne le somme e verificarne utilità e richiesta – conclude il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani -. Ebbene, oggi possiamo dire che i numeri ci danno ragione e che questo progetto, che va nella direzione di assicurare alle persone più fragili libertà di curarsi a domicilio e dignità di scegliere le mura domestiche come luogo di degenza, non possa essere abbandonato”.

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19/9/2016 - Piacenza - Presentati in Fondazione gli spettacoli Life alla Ricci Oddi il 28 settembre e …Di cavalli e altre storie in piazza Cavalli il 30 settembre

EMOZIONI DI TEATRO E POESIA

EMOZIONI DI TEATRO E POESIA

LA FONDAZIONE FESTEGGIA 25 ANNI CON DUE GRANDI EVENTI PER LA CITTA’

La Fondazione di Piacenza e Vigevano festeggia venticinque anni dalla sua costituzione (le fondazioni bancarie sono sorte nel 1991) con gli spettacoli di “Emozioni di Poesia e Teatro”. Presentati questa mattina nella sede della Fondazione, si tratta di due eventi diversi per i luoghi in cui si realizzeranno, i contenuti, l’impatto scenico e le modalità con cui sapranno coinvolgere il pubblico, ma accomunati dalla stessa capacità di parlare agli occhi e al cuore dello spettatore, con l’obiettivo comune di far vivere attimi unici di sogno, magia, emozione e grande illusione.

LIFE, in programma il 28 settembre alle 21 alla Galleria Ricci Oddi, è giocato sulla poesia che diventa racconto della vita dell’uomo. Più intimo, è riservato ad un pubblico limitato che sarà chiamato a partecipare ad un percorso teatrale a stazioni tra parole, figurazioni simboliche e oggetti magici negli spazi esterni della Galleria. Progetto e regia di Nicola Cavallari, con un cast di attori guidato da Vittorio Franceschi, Life presenta le figurazioni simboliche di Marcello Chiarenza ed è una produzione della Fondazione di Piacenza e Vigevano in collaborazione con la Galleria Ricci Oddi. (Gli ingressi per assistere saranno distribuiti, fino ad esaurimento posti, alla sede della Fondazione previa prenotazione telefonica al n. 0523.311111).

L’altro spettacolo, …DI CAVALLI E ALTRE STORIE, si terrà in piazza Cavalli il 30 settembre alle 21 ed è incentrato sullo stupore e la meraviglia, caratterizzato da un notevole impatto scenico e da un allestimento di grandi dimensioni. È rivolto a tutta la città, per rileggere attraverso la fantasia un passaggio della storia di Piacenza prendendo spunto e ispirazione dalla piazza in cui si realizzerà. L’evento porta la firma della regista Monica Maimone, ha la collaborazione artistica di Motus Modules e la produzione Studio Festi by Mymoon. Vi hanno collaborato la classe V Scientifico E del Liceo Gioia, l’Accademia di Danza Domenichino da Piacenza, Choròs - il Balletto di Piacenza e gli attori della Società Filodrammatica Piacentina.
Entrambi gli eventi si svolgono in collaborazione con il Comune di Piacenza.

Alla presentazione di questa mattina sono intervenuti, a fianco del presidente della Fondazione Massimo Toscani, l’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Tiziana Albasi, il direttore della Galleria Ricci Oddi Maria Grazia Cacopardi , i registi dei due spettacoli Nicola Cavallari e Monica Maimone e il direttore del Museo della Poesia Massimo Silvotti.
“La Cultura è uno dei settori d’intervento che ci vede impegnati nelle nostra attività istituzionale – ha sottolineato il presidente Toscani - e vogliamo celebrarla così, senza dimenticare che il presente ci impone un grande impegno per il welfare, ma anche per l’istruzione e l’educazione, la ricerca scientifica, gli anziani. Mi auguro che i piacentini sapranno apprezzare questi spettacoli che offriamo alla città e che per noi sono l’occasione per ribadire oggi più che mai in questi tempi di emergenze sociali, che l’azione della Fondazione vuole essere di inclusione e di coinvolgimento della collettività, all’insegna del lavoro di squadra e del fare “rete” con le istituzioni e le realtà che rappresentano a vario titolo il territorio, nell’interesse di tutti”.


Piacenza, 19 settembre 2016

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23/6/2016 - Una iniziativa per promuovere giovani talenti a livello nazionale. - Si parte il 27 giugno, nel Cortile di Palazzo Rota Pisaroni

New talent, in Fondazione le nuove eccellenze della musica

New talent, in Fondazione le nuove eccellenze della musica

Lunedì 27 giugno il primo appuntamento con il violinista Gennaro Cardaropoli

La Fondazione di Piacenza e Vigevano lancia New talent, iniziativa finalizzata alla promozione di talenti musicali emergenti di valenza nazionale. Attraverso concerti esclusivi, New talent intende far conoscere al pubblico piacentino i futuri protagonisti della scena musicale nazionale ai quali, contemporaneamente, sarà offerta la possibilità di esibirsi in un contesto dedicato espressamente al loro talento. Si tratta di giovani di riconosciuto valore, espresso in ambiti musicali qualificati e prestigiosi, individuati dalla Commissione Cultura della Fondazione di Piacenza e Vigevano, presieduta da Giorgio Milani, su proposta del maestro Fabrizio Garilli.

Si parte il 27 giugno, nel Cortile di Palazzo Rota Pisaroni, con il concerto alle 21.15 di Gennaro Cardaropoli al violino, accompagnato da Monica Cattarossi al pianoforte.
Il giovane violinista è già in possesso di un prestigioso curriculum: salernitano, classe 1997, è il vincitore dell’edizione 2015 del Premio Abbado quale migliore giovane violinista italiano; lo scorso maggio ha debuttato all’Auditorium di Milano, nel Concerto in Re maggiore di Čajkovskij, con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi diretta da Zhang Xian.

A Piacenza Cardaropoli presenterà un programma particolare fuori dai tradizionali schemi di concerto per pianoforte e strumento solista. Eseguirà infatti anche composizioni concepite per violino e orchestra, presentate in riduzione pianistica proprio per consentire all'artista di esprimere tutte le potenzialità e la sua vasta preparazione tecnico-musicale.

Il programma prevede l'esecuzione di composizioni dal secondo Ottocento al secondo Novecento, coniugando contenuti e virtuosismo: Sonata per violino e pianoforte in do min. N°3 op. 45 di Edvard Grieg; Danse espagnole da La vida breve di Manuel De Falla (versione per violino e pianoforte di F. Kreisler); Scherzo dalla Sonata F.A.E. di Johannes Brahms per violino e pianoforte; Introduzione e Rondò capriccioso op. 28 di Camille Saint-Saëns per violino e orchestra (riduzione pianistica dell’autore).

New Talent proseguirà con un nuovo appuntamento in via di definizione che si terrà in settembre, proponendo in Fondazione altri nuovi giovani emergenti della scena musicale nazionale.


Piacenza, 23 giugno 2016

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14/6/2016 - Comunicato Stampa - PIACENZA

I costumi di scena di Maria Luigia saranno esposti al Teatro Municipale

I costumi di scena di Maria Luigia saranno esposti al Teatro Municipale

La Fondazione di Piacenza e Vigevano affiderà in comodato d’uso gratuito alla Fondazione Teatri di Piacenza, affinché vengano esposti al pubblico, alcuni costumi di scena del XVIII e XIX secolo acquistati dalla Società Filodrammatica Piacentina

PIACENZA - La Fondazione di Piacenza e Vigevano affiderà in comodato d’uso gratuito alla Fondazione Teatri di Piacenza, affinché vengano esposti al pubblico, alcuni costumi di scena del XVIII e XIX secolo acquistati dalla Società Filodrammatica Piacentina.

I modelli più antichi, e più preziosi, sono alcuni esemplari settecenteschi in buono stato di conservazione donati da Maria Luigia d’Austria. Donazione che, evidentemente, nelle intenzioni della sovrana doveva avere un valore propiziatorio per l’attività della società Filodrammatica: coincise con il decreto del 20 agosto 1825 con il quale Maria Luigia concedeva alla “Filo“ l’uso padronale gratuito della sala maggiore dell’ex Collegio dei Mercanti (l’attuale sede del Consiglio comunale) poichè vi tenesse gli “esercizi declamatori“ e, di fatto, teneva a battesimo ufficiale la società piacentina che già contava circa duecento soci.

Gli abiti in questione sono databili intorno alla metà del diciottesimo secolo e, per il tipo di ricami e decori, fanno pensare a modelli francesi. Si tratta di una coppia di panciotti in raso beige con decori di fiori e foglie in sete policrome; un costume di scena in raso di seta beige con decori floreali e maniche bordate di pizzo; un altro costume di scena con panciotto abbinato in raso grigio e avente anch’esso maniche bordate di pizzo.

Vi sono poi, d’epoca ottocentesca, alcuni altri esemplari: un coordinato casacca e pantaloni in seta beige a pois marrone scuro e applicazioni di passamaneria dorata, paillettes e inserti a ricami floreali (probabilmente della fine del secolo XIX); un panciotto su fondo di raso beige decorato con ricami floreali e un pavone; un altro panciotto di velluto a costine beige, con ricami in fili di seta verde; un altro panciotto ancora in raso beige, con decorazioni floreali in filo d’argento.

L’acquisto da parte della Fondazione, e la disponibilità deall Fondazione Teatri a porli in mostra in una cornice adeguata del Teatro Municipale, consentiranno al pubblico di poterli ammirare. In precedenza erano stati esposti solo alla Galleria Ricci Oddi, nel 2006, in occasione della grande mostra dedicata alla storia della Società Filodrammatica per i suoi 180 anni di attività.

Oltre agli abiti di scena, la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha acquisito dalla Società Filodrammatica anche il quadro di Bernardino Pollinari (Piacenza, 1813-1890) Visione di Vittorio Alfieri. Si tratta del bozzetto, olio su tela, che vinse il concorso indetto nel 1827 dalla Filo per realizzare il velario che fu collocato nel salone di Collegio dei Mercanti e, successivamente, nel Teatro di via Santa Franca.
Proprio quel velario fu restaurato, con un contributo della Fondazione, negli anni Novanta in occasione dei primi interventi di recupero dell’edificio (poi al centro di un corposo restauro sostenuto dall’ente).
L’opera (115 per 125 cm) sarà collocata nella sede di Palazzo Rota Pisaroni.

Piacenza, 14 giugno 2016

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10/5/2016 - 10 MAGGIO - 12 GIUGNO 2016 - Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni

A PIACENZA LA PIETRA LUNARE DELLA NASA NELLA MOSTRA SULL’ESPLORAZIONE SPAZIALE

A PIACENZA LA PIETRA LUNARE DELLA NASA NELLA MOSTRA SULL’ESPLORAZIONE SPAZIALE

DALLA TERRA ALLA LUNA E OLTRE | DAL 10 MAGGIO ALLA FONDAZIONE DI PIACENZA E VIGEVANO

Negli eventi collaterali incontri con l’astronauta Maurizio Cheli e il giornalista Paolo Attivissimo


PIACENZA. Si inaugura il 10 maggio, nella sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano a Palazzo Rota Pisaroni, la mostra Dalla Terra alla Luna e oltre: una iniziativa per raccontare la storia dell’esplorazione spaziale rivolta a scuole, università, esperti del settore ma anche semplici appassionati.
La mostra, che è allestita fino al 12 giugno, è organizzata dalla Fondazione in collaborazione con la Nasa, il Gruppo Astrofili, l’associazione Daedalus e con il patrocinio del Comune di Piacenza, intende fare il punto su oltre sessant’anni di missioni alla scoperta dello spazio. Un viaggio storico e scientifico dai tempi dei primi astronauti fino ai giorni nostri, declinato attraverso reperti, memorabilia, documenti e filmati: dagli esemplari di tuta (repliche fedeli di quelle in dotazione alle missioni Apollo, Mercury e Shuttle) alle attrezzature originali, dai manuali di volo ai modellini della stazione spaziale. Tra i reperti in esposizione, c’è anche un autentico frammento del suolo lunare, raccolto dalla missione Apollo 14 nel 1971. In più c’è un ricco programma di eventi collaterali e incontri: in Auditorium arriveranno l’astronauta Maurizio Cheli - il primo italiano ad avere il ruolo di mission specialist durante la missione spaziale STS-75 del Programma Space Shuttle - e il giornalista “antibufale” Paolo Attivissimo.
Il percorso espositivo è declinato attraverso le tappe più importanti dell’esplorazione spaziale, per fornire un quadro chiaro anche ai neofiti. Diverse le sezioni tematiche, la più curiosa delle quali dedicata agli space memorabilia: manuali di volo, parti di veicoli spaziali, oggetti portati a bordo nel corso di varie missioni. Saranno messi in esposizione anche modelli riproducenti vari veicoli, la stazione spaziale internazionale, il razzo del programma Apollo, lo Space Shuttle e altri ancora. E poichè la storia dello spazio è fatta soprattutto di uomini, la mostra renderà omaggio a scienziati, sognatori e precursori: le figure che con le loro scoperte e le loro idee hanno gettato le basi che hanno permesso le conquiste e lo sviluppo della tecnologia moderna. Senza dimenticare i nomi più famosi, da Gagarin a Glenn, coloro che per primi hanno visto il nostro pianeta da lassù e che sono stati protagonisti della “corsa allo spazio” tra Usa e Urss.
Non mancherà un’apposita sezione dedicata allo sbarco sulla Luna e ai suoi retroscena: i successi e fallimenti del programma Apollo e delle missioni spaziali più famose nella storia dell’umanità. I visitatori scopriranno anche i segreti della Stazione Spaziale Internazionale, il nostro “avamposto nello spazio”: la sua costruzione, le sue finalità e curiosità sulla vita di tutti i giorni a bordo, nonché le scoperte e i risultati raggiunti nei suoi oltre quindici anni di servizio.
La mostra sarà arricchita da video interattivi: filmati girati dagli stessi astronauti per illustrare la vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e documentari spettacolari verranno proiettati nelle varie aree del percorso. E sempre per capire meglio come vivono gli esploratori dello spazio, si potranno vedere in esposizione - messe a disposizione dall’azienda produttrice Argotec - campioni delle razioni alimentari speciali che costituiscono il cibo degli astronauti.

IL CAMPIONE LUNARE.
Il “gioiello della corona” della mostra consiste nell’esposizione, per tre settimane, di un campione di suolo lunare proveniente dal Lunar Sample Facility della Nasa, nell’ambito dell’iniziativa italiana “Ti porto la Luna 2016”, durante il quale il campione lunare girerà varie città italiane. Il tour è organizzato dal Luigi Pizzimenti, accreditato come divulgatore scientifico presso la NASA e curatore del Padiglione Spazio del museo del volo “Volandia” sito presso l’aeroporto internazionale di Malpensa. E’ anche autore del libro “Progetto Apollo-Il sogno più grande dell’uomo”.
I dettagli sulle tappe del tour sono visualizzabili sul blog http://luigipizzimenti.blogspot.it/2015/12/ti-porto-la-luna-2016.html
La mostra in Fondazione è l’unico evento in Italia ad avere la fortuna di ospitare il campione per un periodo di tempo così lungo, al fine di consentire al maggior numero possibile di appassionati e curiosi di poterlo ammirare. Il campione in esposizione è stato raccolto dagli astronauti Edgar Mitchell e Alan Shepard sull’Altopiano di FraMauro, meta destinata in origine alla sfortunata missione Apollo 13, durante la missione Apollo 14,nel Febbraio del 1971.
Il campione, classificato con numero di serie n.14310, ha un peso di circa 160 grammi, è uno dei più grandi che la Nasa mette a disposizione ed è una sorta di testimonianza dell’impresa titanica del Progetto Apollo, nonché una sorta di monumento alle oltre 500000 persone che vi hanno contribuito. Proprio perché si tratta di un reperto rarissimo, non potrà essere in mostra tutti i giorni poiché in alcune giornate di apertura sarà a disposizione di altre iniziative.

Dati tecnici campione (fonte Nasa)
campione n.14310
Mission Apollo 14
Station G
Landmark NORTH TRIPLET RIM
Bag Number Bag 1031
Original Weight 3439.00 g
Sample Classification
Rock Type Breccia
Rock Subtype Impact Melt
Description Melt Rock


EVENTI COLLATERALI.
Particolarmente ricco anche il cartellone degli eventi collaterali:
- SABATO 14 MAGGIO, DALLE 21.15 ALLE 23, una serata dedicata alle osservazioni al telescopio della Luna e di Giove da Piazza Sant’Antonino con il Gruppo Astrofili di Piacenza. Verranno allestiti alcuni telescopi, dai quali sarà possibile per tutti osservare i particolari lunari ingranditi e delle bande equatoriali del pianeta Giove, e assisteremo alla danza dei suoi satelliti medicei, scoperti da Galileo Galilei nel 1610.
- GIOVEDÌ 19 MAGGIO ALLE 17.45 nell’Auditorium della Fondazione conferenza di Theo Cordani sul tema Dalla Terra a Plutone e oltre. Il 14 luglio 2015 la sonda spaziale New Horizons volava accanto a Plutone e inviava sulla Terra stupende immagini del pianeta nano. Non era però la prima volta che un veicolo costruito dall’uomo si apprestava a valicare i confini del sistema planetario: molto più lontano, a quasi 20 miliardi di chilometri di distanza, la sonda Voyager 1, lanciata da Cape Canaveral nel 1977, aveva già intrapreso da qualche anno il suo viaggio nello spazio interstellare.
- SABATO 21 MAGGIO in occasione della Notte dei Musei la mostra sarà aperta fino alle 24. Per tutta la serata nel cortile di Palazzo Rota Pisaroni si terrà la proiezione del video Una notte nello spazio, a cura di Carlo Boledi, con immagini e filmati spettacolari. La visione sarà accompagnata da una colonna sonora ad hoc: dalle musiche di 2001 Odissea nello Spazio alle composizioni più famose a tema “spaziale”. Nel corso dell’evento, intorno alle 22, è previsto un rinfresco.
- MARTEDÌ 31 MAGGIO ALLE 10 l’Auditorium ospita l’astronauta Maurizio Cheli. Nato a Modena nel 1959, nel 1996 a bordo dello Space Shuttle Columbia ha partecipato alla missione STS-75 Tethered Satellite in qualità, primo italiano, di Mission Specialist. A Piacenza parlerà della sua straordinaria avventura umana e professionale, narrata nel suo libro Tutto in un istante (Minerva edizioni), che sarà possibile acquistare in occasione dell’incontro.
- VENERDÌ 3 GIUGNO ALLE 17.45 in Auditorium conferenza di Luigi Pizzimenti dal titolo Ti porto la luna. Direttore della sezione astronautica FOAM13 del padiglione spazio-planetario Volandia (il parco e museo dedicato al volo costituito a Malpensa) , Pizzimenti ripercorrerà la storia delle missioni spaziali Apollo.
- SABATO 4 GIUGNO ALLE 17.45 in Auditorium incontro con il giornalista Paolo Attivissimo. Molto noto anche sul web per la sua attività di giornalista informatico e cacciatore di “bufale”, Attivissimo parlerà dei cosiddetti “complotti lunari” ovvero la teoria in base alla quale le missioni spaziali non portarono ad alcun allunaggio. La conferenza ha come titolo Luna? Sì, ci siamo andati.





DALLA TERRA
ALLA LUNA E OLTRE
SPAZIO MOSTRE
PALAZZO ROTA PISARONI
Via S. Eufemia, 13 Piacenza


10 MAGGIO - 12 GIUGNO 2016

Orari: martedì - domenica ore 9.30/13 - 15/19
Tutti i sabati alle ore 17 visite guidate gratuite
Visite per gli istituti scolastici tel. 0523.311111

Segreteria organizzativa: Fondazione di Piacenza e Vigevano
Via S. Eufemia, 13 29121 Piacenza
Tel. 0523.311111 Fax 0523.311190
info@lafondazione.com www.lafondazione.com

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