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Ristampe Anastatiche

Anno 1993

Ristretto di Storia Patria, ad uso de' Piacentini

Ristretto di Storia Patria, ad uso de' PiacentiniRientrano nella logica della Fondazione di Piacenza e Vigevano, la salvaguardia, la valorizzazione e il sostegno delle peculiarità e delle potenzialità locali. Ecco dunque che questa ristampa anastatica si inserisce perfettamente all'interno dei principi dell'Ente (che ha curato il progetto in collaborazione con Tip.Le.Co editore e la Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano SpA), andando a costituirsi come importante strumento di memoria della nostra storia locale.
Scritto in forma agile e divulgativa, ha l'obiettivo di rendere accessibile la nostra storia ai più, approfittando di una nuova formula di distribuzione che potesse superare il criterio di esclusività.

Il Rossi, ligure d'origine (nacque a Santo Stefano D'Aveto nel 1788), si considerò sempre piacentino e partecipò sempre attivamente alla sua patria d'elezione. Egli era particolarmente sensibile al tema della divulgazione della storia patria, per la quale già concretamente di adoperò nel 1825 con la fondazione de "Il Piacentino istruito nelle cose della sua Patria" - almanacco edito da Del Maino fino al 1917 - cui collaborò per la sezione storia ce biografica fino alla sua morte (1861).

La preoccupazione per la divulgazione è all'origine del Ristretto, l'opera principale del Rossi, nata dalla constatazione che «pochi sono coloro che della storia di questo Paese abbiano precise idee, tranne alcuni eruditi, li quali son usi a vivere fra i codici e le pergamene». Si trattava perciò di fornire al largo pubblico dei potenziali lettori quello di cui, prima di ogni altra cosa, essi avevano bisogno, cioè non una storia critica, ma un «ristretto», un compendio in cui «i fatti più rilevanti» venissero esposti in ordine cronologico senza «tante questioni e discussioni, che stancano i leggitori» che non vogliono «farla da giudice sulla realtà dei medesimi, o sulla loro falsità».
Il Rossi si proponeva dunque di mettere «nelle mani dei Piacentini, che cercano d'istruirsi nelle Cose Patrie, un'opera in due volumi, la quale non gli sbigottisca per la mole, e non esiga una difficile attenzione»; ma i volumetti in 16° che uscirono «dai torchi Del Maino» - fra il 1829 e il 1833, con cadenza annuale - furono cinque, giacché, procedendo nel tempo, la materia si faceva sempre più ab
bondante: basta confrontare il primo volume, che in poco più di 400 pagine esaurisce il periodo dalle origini al 1290, con l'ultimo, che in 600 pagine tratta i 65 anni dal 1766 al 1830 (e non si sarebbe arrestato lì, se non l'avessero dissuaso dal proseguire gli eventi del '31, dato che il Rossi era un uomo d'ordine, devoto alla duchessa Maria Luigia, cui "Il Ristretto" è dedicato).
L' ultima parte è certo la più interessante, perché il Rossi, che, pur non trascurando altre fonti, si fonda sulle Memorie storiche del Poggiali, quando la sua guida gli viene a mancare (le Memorie terminano col 1731) mette a frutto le cronache inedite del Gandini, del Salvi, del Bugoni, e ricorre alla viva memoria degli attori e degli spettatori degli eventi e sua; sicché la sua compilazione, «precisa e onesta» nel giudizio del Fermi, è anche, secondo l'autorevole definizione del Nasalli, «finora la fonte a stampa, unica, sicura, per l'ultimo Settecento e per il primo ottocento Piacentino».

Finito di stampare nel Giugno 1993.

Avvocato Anton Domenico Rossi

Tep .Le. Co.

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