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Volumi Storico - Artistici

Anno 2011

Costruire la città. La dinastia visconteo-sforzesca e Vigevano

Costruire la città. La dinastia visconteo-sforzesca e VigevanoIII: il primo Cinquecento e il Duomo

INTRODUZIONE
Con Francesco II si estinse la dinastia sforzesca. L'ultimo duca, che giungeva al potere senza il credito politico e le grandi ricchezze che i suoi antenati avevano potuto vantare, volle egualmente, pur tra grandi ristrettezze, portare a compimento il progetto che era stato di tutta la dinastia e che suo padre aveva più di ogni altro perseguito.
Con la promozione a civitas e con la fondazione del duomo si concluse un periodo storico; dopo quasi duecento anni dall'insediamento visconteo sul rilievo naturale che aveva ospitato il primo inurbamento, la dinastia consegnava alla storia l'esito di interventi grandiosi che avevano dato forma alla città e la rendevano un unicum in territorio lombardo. Il duomo, che peraltro venne concluso solo all'inizio del Seicento, fu segno evidente dell'incommensurabile distanza tra il glorioso passato e il presente; a merito dell'ultimo duca va però la volitiva, caparbia, quasi eroica fermezza con cui volle perseguire il proprio progetto. Nella seconda metà del Cinquecento, quando Vigevano era ormai solo una piazzaforte militare su un difficile confine. Bernardo Sacco nel tessere le lodi della terra lomellina poteva parafrasare ancora il privilegio ducale del 1532 e scrivere:

Viclaevanum petimus, cuius situs varietatem mirari licet. Nam suo ambitu clivum, et planiciem occupat, patens forum in medio habet, ornatum porticibus; aedes regiae in clivo eminent;
arx munitissima in promptu est, populus pacis studiosus mercaturam passim exercet, lanificio celeber, et aedificiorum apparatu longe celebrior.


Luisa Giordano

Società Storica Vigevanese

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