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TITOLO II - PATRIMONIO E REDDITO

 

Art. 4 – Gestione del Patrimonio

  • 1. Il patrimonio della Fondazione è totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari ed è gestito in modo coerente con la natura della Fondazione quale ente senza scopo di lucro che opera secondo principi di trasparenza e moralità. Nella definizione delle politiche di investimento e nella scelta degli strumenti di impiego la Fondazione agisce sulla base di un’adeguata pianificazione strategica, con l’obiettivo di conservazione del valore del patrimonio nel tempo e di ottenere una adeguata redditività assicurando il collegamento funzionale con le proprie finalità istituzionali.
  • 2. Il patrimonio della Fondazione si incrementa per effetto di:
       a) accantonamenti alla riserva obbligatoria di cui all’articolo 8, comma 1, lettera c), d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153;
       b) riserve ed accantonamenti facoltativi comunque denominati di cui all’articolo 8, comma 1, lett. e), d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153, che possono essere effettuati solo se previamente sottoposti all’Autorità di Vigilanza;
       c) cespiti ed attività a qualsiasi titolo acquisiti nonché liberalità e contributi a qualsiasi titolo pervenuti, esplicitamente destinati ad accrescimento del patrimonio dai donanti, dai testatori o da coloro che comunque li dispongano.
  • 3. Nella gestione del patrimonio la Fondazione osserva i seguenti criteri:
       a) ottimizzazione della combinazione tra redditività e rischio del portafoglio nel suo complesso, attraverso la scelta degli strumenti migliori per qualità, liquidabilità, rendimento e livello di rischio, in coerenza con la politica di investimento adottata;
       b) adeguata diversificazione del portafoglio finalizzata a contenere la concentrazione del rischio e la dipendenza del risultato di gestione da determinati emittenti, gruppi di imprese, settori di attività ed aree geografiche;
       c) efficiente gestione finalizzata ad ottimizzare i risultati, contenendo i costi di transazione, di gestione e di funzionamento in rapporto alla dimensione ed alla complessità e caratteristiche del portafoglio.
  • 4. La gestione del patrimonio è svolta con modalità organizzative che assicurino la separazione dalle altre attività della Fondazione ovvero può essere affidata in tutto o in parte a intermediari abilitati.
  • 5. I contratti e gli strumenti derivati sono utilizzati nella gestione del patrimonio con finalità di copertura oppure in operazioni in cui non siano presenti rischi di perdite patrimoniali. L’utilizzo dei contratti e degli strumenti finanziari derivati è disciplinato nel Regolamento Investimenti, nei limiti e con le modalità previste dall’articolo 4, commi 2 e 3, del Protocollo d’Intesa.
  • 6. La Fondazione può investire una quota non superiore al 15% del proprio patrimonio in beni immobili diversi da quelli strumentali. In deroga a quanto previsto dal precedente primo comma, la Fondazione può altresì investire parte del patrimonio in beni che non producono adeguata redditività purché si tratti di beni, mobili o immobili, di interesse storico o artistico con stabile destinazione pubblica o di beni immobili adibiti a sede della Fondazione o allo svolgimento della sua attività istituzionale o di quella delle imprese strumentali.
  • 7. Le procedure di gestione del patrimonio sono disciplinate da un apposito regolamento (Regolamento Investimenti), definito in coerenza con i contenuti degli articoli 2, commi 5 e 6, 3 e 4 del Protocollo d’intesa, approvato dal Consiglio Generale, su proposta del Consiglio di Amministrazione.
  • 8. Nella diversificazione del rischio degli investimenti, la Fondazione opera affinché l’esposizione verso un singolo soggetto non sia complessivamente superiore ad un terzo dell’attivo di bilancio secondo quanto previsto dall’art. 2, commi da 4 a 7, del Protocollo d’intesa.

Art. 5 – Destinazione del reddito.

  • 1. La Fondazione, in conformità a quanto previsto dall’articolo 8, d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153, destina il reddito nel seguente ordine:
       a) spese di funzionamento, nel rispetto dei principi di adeguatezza delle spese alla struttura organizzativa e all’attività svolta dalla Fondazione;
       b) oneri fiscali;
       c) riserva obbligatoria nella misura determinata dall’Autorità di Vigilanza;
       d) almeno il 50% del reddito che residua dopo le destinazioni che precedono o, se maggiore, l’ammontare minimo di reddito stabilito dall’Autorità di Vigilanza, ai sensi dell’articolo 10, comma 3, lettera b), d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153, ai “Settori rilevanti”, scelti dalla Fondazione ogni tre anni, in numero non superiore a cinque, tra i settori ammessi;
       e) reinvestimenti, accantonamenti e riserve facoltativi disposti dall’Autorità di Vigilanza o approvati dal Consiglio Generale, sempre dietro preventiva loro sottoposizione all’Autorità di Vigilanza, per fare fronte ad esigenze di natura eccezionale di salvaguardia del patrimonio o di politica degli investimenti della Fondazione, sulla base di principi di sana e prudente gestione e senza pregiudizio dell’effettiva tutela degli interessi contemplati dal presente Statuto;
       f) erogazioni previste secondo le specifiche norme di legge vigenti in materia.
  • 2. La Fondazione, fatta eccezione per quanto precede, non effettua distribuzioni o assegnazioni di quote di utili o di patrimonio ovvero di qualsiasi altra forma di utilità economica, agli amministratori ed ai dipendenti, salva la corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti e dei compensi, indennità e rimborsi previsti dal presente Statuto a favore dei membri degli Organi della Fondazione.
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