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Domenica 16 Giugno 2019 - ore 16:30 - Auditorium San Dionigi di Vigevano

Balla coi Celti - Il '600 italiano e la tradizione celtica

Musica a San Dionigi 2019

Balla coi Celti - Il '600 italiano e la tradizione celtica(strumenti d'epoca)
Anonimi irlandesi del '600, Falconiero, Uccellini, Bellinzani
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Domenica 16 giugno, presso l’Auditorium San Dionigi della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è il turno della musica antica, il primo di due concerti (il prossimo sarà il 30 giugno) vede di scena uno dei complessi con strumenti d’epoca più in vista del nord Italia e della Svizzera Italiana: Filo Barocco. L’ensemble è composto da Maria Luisa Montano, flauto dolce; Francesco Facchini, violino; Carlo Maria Paulesu, violoncello e Marco Baronchelli, liuto. Non è difficile immaginare che la musica popolare abbia origini molto antiche, ma dire ‘quanto’ siano antiche certe melodie o certi canti è spesso impossibile. Un esempio a noi molto noto e caro è il celebre canto natalizio ‘Tu scendi dalle stelle’, che si è soliti attribuire al grande santo partenopeo Alfonso Maria de’ Liguori, vissuto in pieno periodo barocco. Non è affatto così: il celebre canto è molto più antico di quanto crediamo: ‘Quanno nascette ninno’ risale al primo periodo rinascimentale, e San’Alfonso ha solo aggiunto un testo italiano al posto di quello in antico napoletano. Questo è un esempio di quello che si ascolterà domenica: le pagine di danza di alcuni grandi autori italiani del ‘600 saranno messi a confronto con alcune danze celtiche di antichissima origine, ma che tra il tardo ‘500 e il primo ‘600 sono tornate di moda per allietare le serate di ballo della regina Elisabetta I e della fastosa corte londinese. Non ci dobbiamo stupire di questa operazione di rinascita della musica tradizionale nelle grandi coerti europee, è una cosa che è capitata in Francia, in Spagna e nei tanti, frammentari stati e principati della Germania e dell’Italia del Rinascimento: la corte e i nobili che la componevano erano assai più smaliziati di quanto una rigida iconografia ci abbia tramandato. Amavano i pettegolezzi, lo scandalo, il motto e la battuta popolaresca, meglio ancora se questa era equivoca o apertamente volgare. Alcune di queste danze quindi si rifanno a ritmi e a cadenze musicali che accompagnavo gli originali canti popolareschi, con grande divertimento di re e regine. Ma veniamo a parlare dei giovani esecutori di questo pomeriggio: Maria Luisa Montano è l’unica componente svizzera dell’ensemble. Studia presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e partecipa al corso di musica antica di Urbino e a Lugano vince per ben quattro anni (2007, 2009, 2011 e 2015) del 1° premio al Concorso svizzero di musica per la Gioventù e, nel 2010, vince il 1° premio del Concorso ERTA Italia. Negli ultimi anni si esibisce frequentemente nella rassegna “Suonare di Sabato” a Bellinzona sia come solista che in organici cameristici, così come in alcuni. Nel 2017 viene ammessa al Bachelor alla Schola Cantorum di Basilea. Francesco Facchini nasce a Novara e frequenta il Conservatorio “Guido Cantelli” dove studia sotto la guida di Luigi Mangiocavallo, con il quale si diploma. Dopo essersi perfezionato in arco barocco collabora con diverse orchestre italiane e svizzere (Anima Giusta Basel, Orchestra del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e l’Orchestra da Camera di Lugano) con le quali si in tutta Europa. Da settembre 2014 frequenta il Master in Pedagogia del violino presso il Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano sotto la guida di Carlo Chiarappa e di Anna Modesti. Carlo Maria Paulesu nasce a Como e studia violoncello presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como. Si avvicina alla musica barocca sotto la guida del grande violoncellista Paolo Beschi. Sperimenta, attraverso alcune trascrizioni e arrangiamenti per violoncello solo, diversi generi musicali come il blues, il pop e il rock. Infine Marco Baronchelli di Como: terminati gli studi di chitarra classica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città, si dedica allo studio del liuto sotto la guida prestigiosa del celeberrimo Luca Pianca; si esibisce come solista al Teatro Sociale di Como e si specializza nel basso continuo e nel repertorio dei secoli XVII e XVIII. Di indole eclettica, mantiene vivo il suo interesse verso la musica moderna e folk, in particolare quella italiana, irlandese, balcanica e statunitense. Come sempre l’appuntamento è alle ore 16.30, esauriti i 99 posti in Auditorium non è più possibile accedere.

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